Progetto 'Sviluppo Sostenibile' alla "don Milani"

All’inizio
dell'anno scolastico 2004/2005 la sezione della nostra associazione che si
occupa di commercio equo e solidale è stata contattata dalla Scuola Media
Statale “don Lorenzo Milani” per una collaborazione. Responsabili del progetto e
già a conoscenza delle nostre attività, le professoresse Calise e Sebastiano.
Il progetto andava ad inserirsi nell’ambito di un laboratorio di educazione
ambientale indirizzato ai ragazzi di due classi terze; insieme alle insegnanti
abbiamo strutturato gli incontri per un totale di 10 appuntamenti distribuiti
lungo l’arco di tre mesi (marzo - maggio).
Gli obiettivi generali che ci siamo prefissati erano
promuovere una
conoscenza critica dei meccanismi dell’economia tradizionale e proporre
l’approccio a soluzioni alternative e stili di vita che contribuiscano a
ricreare un giusto equilibrio economico-sociale-ambientale.
I primi quattro incontri, avvenuti in orario scolastico, sono stati pensati in
modo da fornire le conoscenze di base su: squilibri tra nord e sud del mondo,
multinazionali, boicottaggio, consumo critico e consumo responsabile, e,
naturalmente, del commercio equo solidale.
Infine nell’ultimo incontro mattutino sono state rappresentate le principali
problematiche che si incontrano nel commercio internazionale attraverso un gioco
in cui venivano ricostruite le varie fasi, dalla produzione alla distribuzione
di un prodotto, seguendo due diversi canali: quello tradizionale e quello del
commercio equo. Alla fine del gioco si è discusso delle differenze riscontrate
tra i due modi di fare commercio.
Per fornire ai ragazzi un’idea che non fosse solo teorica ma anche pratica e per
non appesantirli più del dovuto… gli incontri sono stati articolati utilizzando
giochi e simulazioni, così quella che era un’aula magna si è trasformata in
luogo d’incontro di popolazioni di tutto il mondo, grande mercato e fabbrica,
ovviamente non senza confusione, anch’essa necessaria per il raggiungimento
degli obiettivi.
Così, i ragazzi divisi in squadre hanno sperimentato lo squilibrio economico e
sociale tra i Paesi industrializzati del “primo mondo” e quelli sottosviluppati
del “terzo” vivendo in prima persona l’ingiustizia di essere ricompensati in
modo iniquo per quanto prodotto. Sono poi venuti a conoscenza di meccanismi non
sempre corretti delle multinazionali e delle storie di sfruttamento nascoste
dietro a molti prodotti di consumo quotidiano.
Nel terzo incontro abbiamo proposto ai ragazzi un test sulla sobrietà, ovvero un
modo concreto e divertente di dimostrare ai ragazzi che
anche la più piccola delle loro scelte quotidiane ha degli effetti sulla vita
dell’ecosistema e sull’andamento del mercato economico mondiale.
Ogni attività era seguita da una discussione che era sempre il centro di ogni
incontro, fatta sì di nozioni introdotte da noi e dalle insegnanti, ma
soprattutto di confronto con i ragazzi e tra i ragazzi. Siamo così arrivati dopo
un mese alla parte più pratica del progetto, ovvero organizzare le conoscenze
apprese in modo da renderle fruibili ai ragazzi delle altre classi che non
avevano preso parte al lavoro; questo è avvenuto in cinque incontri pomeridiani
e quindi in un contesto più libero, il che ci ha permesso di conoscere ancora
meglio i ragazzi e di preparare dei cartelloni e una presentazione PowerPoint da
mostrare durante la mattinata conclusiva del progetto.
Seguendo le propensioni di ognuno, i ragazzi si sono dedicati chi a disegnare,
chi a fare ricerche, chi a colorare, chi a lavorare al computer. E così tra una
canzone messa su mentre la prof era lontana, qualche incidente coi cartelloni
(per fortuna lo scotch fa miracoli!) e un sacco di belle chiacchierate, è venuta
fuori una mostra completa e interessante, che è piaciuta molto a tutta la
scuola. Ma soprattutto è piaciuta a noi, che abbiamo visto i ragazzi
concretizzare il lavoro svolto durante l’anno, con, cosa più importante, un
sincero entusiasmo. Hanno capito davvero che ogni più piccola azione può avere
ripercussioni importanti per persone che vivono anche molto lontano da noi, ed
era evidente questa loro presa di coscienza della convinzione con cui hanno
spiegato ai loro compagni che “un altro mondo è possibile”!